4/7/2016

QUALCHE MATERIALE PER CHI SI VUOLE DIVERTIRE. UNA VISITA GUIDATA TRA PERSONAGGI E FONTI DE L’INSOLITA MORTE DI ERIO CODECÀ

 

L’insolita morte di Erio Codecà, per quanto sotto certi aspetti sia un’opera di fantasia, per molti altri è un romanzo storico che poggia le basi su diversi documenti d’archivio autentici, mai resi pubblici prima d’ora. Non posso caricare in questa pagina tutte le carte che con Aldo Giannuli abbiamo utilizzato, sarebbero davvero troppe. Mi limiterò ad alcuni selezionati documenti inediti, e a pochi articoli di giornale. Il lettore curioso che voglia approfondire la storia e i personaggi reali che l’hanno animata può comunque trovare, qui sotto, link e indicazioni per fare un po’ di ricerca da sé. Siccome secondo me leggere un libro senza pagarlo è un diritto, uno di quei diritti belli, per ogni testo citato ho inserito il collegamento alle biblioteche che ne hanno una copia.

   Prometto di non anticipare nulla della soluzione del caso nelle prossime righe. Niente spoiler. Insomma potete continuare a leggere anche se non avete finito il libro, o se non l’avete ancora preso in mano.

   Cominciamo, com’è ovvio e giusto, dall’illustre vittima.

 

   Erio Codecà. Qui, un articolo de La Stampa, nei giorni subito successivi alla sua morte. Per la storia di quest’uomo, da morto e da vivo, e per la storia del processo sul suo assassinio, leggete il libro di Lorenzo Gianotti, L’enigma Codecà. Uno sparo in via Villa della Regina, Spoon River, Torino, 2002. Gianotti non ha avuto a disposizione il materiale che abbiamo avuto noi, eppure aveva capito molto di com’erano andate le cose. Se volete fare della ricerca diretta su Codecà, andate qui sul sito dell’archivio digitale de La Stampa, uno dei pochi giornali italiani assieme a l’Unità che ha, meritoriamente, digitalizzato le sue edizioni passate. Scrivete “Erio Codecà”, o semplicemente “Codecà” nella barra di ricerca, e poi premete invio. Vi aspetta un lungo lavoro.

 

   La Romania degli anni Trenta. In questo caso si parla di un periodo storico e non di un personaggio. Uno dei capitoli-flashback dedicati a Codecà si svolge nel 1933 all’interno del Castello di Peleş, dove fa un cammeo il Primo Ministro Vaida-Voevod, uno di quei “moderati” che amano tanto le organizzazioni paramilitari fasciste. Ce ne sono alcuni anche oggi: do you remember Maidan? I libri sulla Romania di quegli anni: AA.VV., Problemi di storia della Romania, Teti, Milano, 1980; K. Hitchins, Rumania 1866-1947, Clarendon Press, Oxford, 1994 (tradotto nel 2015 anche in italiano).

 

   Jacob Magura, la spia rumena, ovvero il più figo di tutti. Eccolo qua, se ne parla in fondo alla pagina, su La Stampa. Siamo nel 1953. Avete letto? Ok. Brutta storia il contrabbando, vero? Non lo pensate solo voi, lo scriveva anche la Direzione Generale Affari Esteri in un'informativa classificata come "segreta".

 

   Ugo Palermo. Fratello del senatore comunista napoletano Mario, questo piccolo signore martoriato dalla calvizie ne ha fatte parecchie. Cercatevele da soli nell’archivio de La Stampa: “Ugo Palermo”, proprio così tra le virgolette, se no vi vengono fuori troppi risultati.

 

   Su Eugenio Reale il materiale è molto, sia come stampa che come pubblicazioni. Due libri interessanti possono essere questi, sebbene poco obiettivi su certe cose e inclini  a una forte impostazione anticomunista di fondo: G. Averardi, Le carte del PCI. Dai taccuini di Eugenio Reale la genesi di tangentopoli, Lacaita, Manduria, 2000; A. Carioti, Eugenio Reale: l’uomo che sfidò Togliatti, Liberal Libri, Firenze, 2000.

 

   Pablo Picasso era un grande amico di Eugenio Reale. Reale aveva organizzato la storica mostra milanese di Picasso nel ’53. Se ne parlò anche durante l’esposizione dedicata all’artista andaluso, sempre a Milano, qualche anno fa. Anche Picasso fa capolino nel romanzo; per la sua vita: P. O’Brian, Picasso, TEA, Milano, 1996.

 

   Clare Boothe Luce, signora interessante dai vizi costosi (ma dal marito opportunamente straricco), nonché ambasciatrice americana in Italia. I libri, entrambi di Sylvia Jukes Morris: Rage for fame. The ascent of Clare Boothe Luce, Random House, New York, 1997; e Price of fame. The honorable Clare Boothe Luce, Random House, New York, 2014.

 

   Raimondo Lanza di Trabia. Il principe nato con un cognome e morto con un altro. L’agente segreto. Il presidente del Palermo Calcio. L’amico di Gianni Agnelli. Finisce di vivere il 30 novembre del 1954. Così. Libri su di lui ce ne sono parecchi. V. Prestigiacomo, Il principe irrequieto. La vita di Raimondo Lanza di Trabia, Nuova Ipsa, Palermo, 2006; M. Sorgi, Il grande dandy. Vita spericolata di Raimondo Lanza di Trabia, Rizzoli, Milano, 2011; Raimonda Lanza di Trabia e Ottavia Casagrande, Mi toccherà ballare. L’ultimo principe di Trabia, Feltrinelli, Milano, 2014. Altre notizie utili e aneddoti su: P. Tompkins, Una spia a Roma, Il Saggiatore, Milano, 2002; e nel romanzo di Susanna Agnelli, Vestivamo alla marinara, Mondadori, Milano, 2007ristampato nel 2015.

 

   Si potrebbe continuare ancora, ma è sempre meglio non esagerare, come dice l’avvocato Dalmasso.