5/5/2016

NAYMA, APPUNTI PER UN LIBRO CHE NON ESISTE

 

Qualche anno fa, durante un certo periodo della mia vita, ho vissuto a Barcellona. Un giorno passeggiavo per il Poble Nou, uno dei quartieri di Barcellona più belli e meno conosciuti. Una rete di case basse e capannoni, in cui si possono incontrare i vecchi col cane, qualche ragazzo rimasto storto dalla sera prima, i bambini, qualche artistello non ancora fighetto che si è fatto l'atelier con un affitto stracciato, i fioristi, i facchini, gli elettricisti, le sarte, le farmaciste tabagiste e tante altre creature normali.

   Tra i posti più belli di Barcellona, e del Poble Nou, c’è il cimitero di Poble Nou. Entrai e feci alcune foto. La guardiana mi scoprì solo al momento di uscire e mi fece un culo così, perchè far foto non si poteva ("È un cimitero, eccheccazzo!"). Prima che mi beccasse, però, avevo fatto in tempo a fare alcuni scatti.

   Uno è questo.

   Nayma. La vidi lì, in mezzo agli altri colombari già sistemati. L'amore di qualcuno le aveva portato i fiori e un nome scritto con la vernice. Ho pensato a quella che poteva essere stata la vita di Nayma. L'ho pensata come una vita densa, bella e dolorosa. Da quel momento Nayma non mi ha più lasciato. Diciamo che non è diventata un'ossessione, ma ogni tanto si faceva sentire.

   Dentro di me, le rispondevo che mi sarebbe piaciuto scrivere la sua storia, un giorno. Ma non prendevo impegni, non era il caso.

   L'altra sera ho scritto il prologo, o meglio un prologo della sua storia. Un libro che, probabilmente, non si farà mai.

   È strano, sono parole scritte per una donna che non ho mai conosciuto e che non esiste, perlomeno per come l'ho immaginata io. Eppure le sento molto intime, come se mi riguardassero personalmente, e per questo, almeno per adesso, il foglio l'ho nascosto sotto i libri della scrivania. e non l'ho fatto vedere a nessuno.

   Ciao, Nayma.